Egregi: Martin Schulz, Herman Van Rompuy, José Manuel Barroso, Mario Draghi, Angela Dorothea Merkel, François Hollande, Mario Monti, Romano Prodi, Carlo Azelio Ciampi, Enrico Letta e carissimi componenti della TC e delle varie organizzazioni lobbistiche-finanziarie.
Oltre a mandarVi i miei più distinti saluti e auguri di buon anno, sono qui a scriverVi per chiedere cos’altro dobbiamo aspettarci da questo Progetto-Sogno Europeo. Perché qui in Italia, cari signori, siamo sul lastrico: la nostra produzione industriale che fino all’entrata della moneta unica era tra le migliori in Europa e invidiata nel G20, sta cadendo a picco; la disoccupazione non smette di aumentare così come le chiusure in massa per fallimento delle nostre imprese ogni giorno; il nostro sistema bancario, tra i più solidi in confronto alla media UE, comincia anch’esso a scricchiolare. Volete, oltre ad averci tolto già la possibilità di effettuare svalutazioni competitive per rilanciare il paese, dislocare altrove la nostra ricchezza privata che ammonta all’incirca a 9.000 miliardi di euro e che risulta tra le più alte in Europa? Volete comprare i nostri beni pubblici, le nostre marche, le nostre opere e i nostri monumenti, i nostri terreni a due soldi? E ancora…Volete toglierci il contante in modo da rafforzare le banche e indebolire la povera gente? Basta dirlo e ammetterlo con sincerità!
Siamo stufi soprattutto di essere presi in giro, con questo terrore professato e tramandato da i vostri complici e mi riferisco ai governi italiani di centro-sinistra che vanno ancora a dire alla loro gente che un’eventuale uscita dell’euro causerebbe una catastrofe senza rimedio!
E invece questo che vediamo e che stiamo vivendo che cos’è? Se Vi avessimo eletti noi, ce la potremmo prendere con noi stessi e rimediare in caso ad una prossima elezione, ma visto che Voi, Presidenti dei vari organi dell’Unione Europea, non siete stati eletti democraticamente da nessuno di noi, Vi avverto che c’è qualcuno che sta aprendo gli occhi e sta perdendo la pazienza. Ovviamente non è una minaccia, ci mancherebbe, come non lo è stata la conferenza della Cancelliera Merkel e del Presidente Sarkozy quando ci dissero che con una caduta eventuale dell’euro non sarebbe più garantita la pace tra gli stati membri, ma è solamente un invito a rimediare agli errori commessi fin qua ed a dirci la verità sul trascorso e sulle future intenzioni.
Senza rimanere in attesa di una Vostra risposta, Vi porgo i miei più cordiali auguri e saluti.
Alessandro Meschini